Mitologia Norrena

Quando si parla di mitologia tra le più conosciute c’è di sicuro la mitologia norrena. Sappiamo che rappresenta un grandissimo serbatoio di storie e leggende pre-cristiane che raccontano molto dell’immaginario collettivo e del contesto in cui vivevano i popoli scandinavi, islandesi e germanici.


Come sono nati i miti norreni?

L’uomo ha sempre avuto una naturale propensione a cercare delle risposte a tutti quegli interrogativi inspiegabili per mancanza di un’adeguata conoscenza scientifica. Così sono nate le narrazioni, rivestite in molti casi di sacralità, relative alla nascita del mondo, sulle creature viventi e su come l’essere umano abbia raggiunto un certo grado di civiltà. La tradizione della mitologia norrena si inserisce nello stesso solco tracciato anche da altre società e altri popoli, magari lontani nel tempo e anche geograficamente. Infatti, ogni popolazione aveva costruito nel tempo e tramandato di generazione in generazione, sia in forma scritta che in forma orale, la propria tradizione mitica, con i propri eroi e i propri dei.


Come sono arrivati a noi i miti nordici?

Ciò che è arrivato a noi dagli antichissimi racconti delle genti che abitavano negli insediamenti scandinavi è solo una parte delle vicende sulla cosmologia e sulle gesta degli dei e degli eroi nordici. Sono comunque sopravvissute al passare inevitabile del tempo arrivando a oggi, attestazioni delle leggende nel folklore orale scandinavo e tedesco e molti luoghi in tutta l’Europa del nord traggono il loro appellativo proprio dal nome degli dei norreni. Oppure capita di trovare ancora traccia delle vicende della mitologia nordica grazie ai numerosi reperti runici scoperti in Scandinavia e in Inghilterra.

Eppure, nonostante questo, molte ballate cantate dai famosi cantastorie vichinghi per intrattenere gli abitanti di un villaggio, oppure dal padre al figlio, attorno al focolare della propria piccola abitazione in legno e paglia, sono andate perdute per sempre.

Grazie perciò al prezioso lavoro di recupero e di trascrizione di storiografi, mitografi e poeti come Snorri Sturluson, compilatore dell’ Edda, un manuale di poetica che conteneva al proprio interno molte storie dell’epica norrena, e Saxo Grammaticus, autore delle Gesta Danorum, oggi sappiamo molto di più di quello che toponimi e reperti archeologici possono dirci.


Di che cosa parla la mitologia norrena? La cosmogonia e i luoghi

Tra le storie certamente più conosciute e riadattate nel corso dei secoli da pittori, musicisti, scrittori e poeti, e in tempi recenti dal cinema. È tra questi doveroso citare il mito delle Valchirie, divinità che servono il padre degli dei Odino, e di Thor, dio del tuono e della tempesta. Nell’immaginario collettivo resta impressa anche la storia dell’Albero della Vita, simbolo della connessione tra la Terra e l’universo.

La leggenda nordica narra di un abisso cosmico, il nulla, definito Ginnungagap, da cui sorsero una regione di fuoco verso sud e una di ghiaccio a nord. Dalla commistione tra questi due elementi nacque il primo gigante: Ymir, dal quale originarono tutti gli altri giganti. Tra i discendenti di Ymir, ebbero la vita Odino, Vili e Vè i quali ebbero uno scontro con Ymir. Facendolo a brandelli, dopo la sua uccisione, i tre fratelli, da ciascuno di questi pezzi crearono i nove mondi. Quindi il cosmo norreno è composto da nove mondi i quali sono tenuti assieme dall’Albero del Mondo, Yggdrasil. I tre fratelli furono anche responsabili della creazione del genere umano intagliando dei tronchi di legno e donando a queste nuove forme l’anima, l’intelletto e i sensi.

Così come gli dei greci e romani abitavano l’Olimpo, allo stesso modo anche le divinità norrene avevano una loro ben precisa dimora. Infatti si era soliti credere che ad Asgard, abitassero gli dei meglio conosciuti come Aesir, o Asi, signori assoluti del cielo.

Nello stesso mondo è posizionato un altro luogo fondamentale per i bellicosi popoli norreni: il Valhalla il paradiso che ospita le anime dei guerrieri periti con valore durante la battaglia. Infatti si crede che il furore vichingo durante la guerra fosse dovuto certamente all’idea che, il morire con coraggio sul campo durante gli scontri, desse come ricompensa il risveglio nel paradiso dei guerrieri per banchettare durante la notte.

Tra i nove mondi che compongono il cosmo della mitologia norrena Midgard rappresenta, ed è infatti posta idealmente, la terra di mezzo, il mondo centrale in cui vivono gli uomini. Circondata dalle acque, Midgard è collegata ad Asgard solo dal Bifrost, o ponte dell’arcobaleno, percorso ogni giorno dagli dei per riunirsi in consiglio e probabile idealizzazione dell’aurora boreale.

Infine tra i mondi tenuti più in considerazione dai vichinghi e interessante per la spiegazione sulla nascita degli astri è Múspellsheimr è il mondo del fuoco e si trova a sud della terra di mezzo. È la sede dei “figli di Múspell”, ossia i distruttori del mondo. Proprio dalle scintille provenienti da questo mondo si dice che gli dei crearono sia le stelle e il sole.

Gli altri mondi che sono racchiusi all’interno del cosmo e sono collegati dall’Albero Yggdrasill, sono Álfheimr,il mondo degli elfi, Jǫtunheimr, mondo dei giganti, Vanaheimr, il mondo dei Vani, Niflheimr, il mondo del gelo, Svartálfaheimr, mondo degli elfi oscuri e dei nani ed Helheimr, il mondo dei morti, corrispondente al più familiare greco Ade.


Gli dei norreni

Il più importante è il già citato Odino, nome con cui si identifica il padre degli dei e tra loro il più saggio e il signore della guerra. Abita nel Valhalla e dal suo alto trono riesce osservare tutti i nove mondi che costituiscono il cosmo. Nell’iconografia è di solito accompagnato da due corvi, Huggin e Munnin, spirito e memoria che lo informano di tutto quello che accade nei nove mondi. Un altra sua caratteristica è essere rappresentato con un solo occhio; infatti, fu richiesto il sacrificio di un suo occhio per permettergli di bere alla fonte della Saggezza, situata nelle radici di Yggdrasill, e conquistarla. Odino era tenuto in altissima considerazione anche dai cantastorie perché considerato padre della poesia e delle rune; a tal proposito le fonti riportano che Odino si esprimesse sempre in versi. Una caratteristica che lo accomuna a Zeus o Giove è che si mostra sempre con un aspetto diverso anche se agli uomini appare come un viandante povero, avvolto in un mantello e con lo sguardo celato da un cappello.

Odino non è l’unica divinità norrena a essere in pieno possesso della saggezza e ad aver sacrificato una parte del suo corpo per ottenerla.Nel pantheon dei norreni, Heimdallr è il dio che possiede il potere di udire ciò che le parole non dicono, per questo viene ritratto privo di una parte: l’orecchio. Heimdallr è il guardiano degli dèi e sorveglia il Bifrost il ponte arcobaleno, tramite cui si può passare da un regno all’altro e che quotidianamente le divinità attraversano. Inoltre è designato ad avvisare le divinità dell’arrivo del Ragnarok, cioè la battaglia finale tra le forze della luce e dell’ordine e quelle opposte delle tenebre e del caos. Il mondo verrà distrutto dalla battaglia e conseguentemente rigenerato.

Thor rappresenta il dio della guerra. Tiene sotto il suo stretto controllo il caos e le sue forze e con il suo martello controlla i fulmini e i tuoni, elementi naturali che secondo la credenza popolare servivano a ripulire l’aria e il cielo. Il famoso martello che, sebbene scagliato a grandi distanze tornava sempre nelle sue mani, è inoltre simbolo della forza fisica maschile.

Una figura ambivalente e sicuramente fondamentale, a tal punto che molte storie non avrebbero un prosieguo nella narrazione se non ci fosse un suo intervento, è Loki. La sua astuzia si trova in certi racconti al servizio di Odino e Thor per il perseguimento del bene, mentre in altri racconti viene ritratto come ingannatore e contrario all’ordine cosmico.

Come Atena personificava la giustizia e giuramenti e riti venivano celebrati in suo onore per ottenere il bene comune per i greci, allo stesso modo era Tyr per i vichinghi. Il giudizio e la logica della sua mente razionale erano le caratteristiche a cui facevano affidamento le popolazioni.

Frey era invece rappresentava la fertilità e l’abbondanza. In contesti ambientali e climatici dagli inverni molto lunghi e rigidi in cui la neve è protagonista per molti mesi dell’anno, questa divinità era certamente uno dei numi protettori maggiormente tenuta in considerazione dalla popolazione.

Infine tra gli dei un ruolo di rilievo nell’immaginario dei racconti e mitologia norrena era occupato dalle Norne, le quali venivano associate ai principi di causa ed effetto e dell’evoluzione ed erano anche ritenute tessitrici del fato alle radici di Yggdrasill, l’Albero del Mondo

La mitologia norrena ai giorni nostri

I racconti e le saghe norrene sono state rimaneggiate più e più volte. Hanno offerto modi e spunti a grandi compositori come Wagner per scrivere musica. Registi e scrittori sono stati affascinati dalla complessità della mitologia e della società norrena ispirando così fumetti, film e serie tv di successo, come la fortunati film Marvel su Thor, oppure Vikings, che hanno avvicinato notevolmente le persone alla mitologia dei norreni.